La vita e la natura tendono all'equilibrio.
L'azienda
Al centro della filosofia che guida l’azienda c’è la ricerca della massima qualità ottenibile nel rispetto della tradizione del luogo. L'umana passione del viticoltore si traduce in progetti e investimenti di lungo termine, nella pazienza di aspettare che il terreno sia pronto, che la vite cresca, che l'uva maturi -una sola volta all'anno- e che il vino si affini.
Nel 1999 Paolo De Marchi insieme al figlio Luca rispolverò la lunga tradizione di famiglia piemontese con lo scopo di riportare in auge i mitici vini del Nord-Piemonte. Il vino della prima annata, il 2004, uscì nel 2006.

Proprietà Sperino conta oggi otto ettari di terreno vitato, ai piedi del Monte Rosa. Sei si trovano a Lessona e si dividono tra le vigne Belvedere, Ormeggio, Castagnola, Rava e Covà. I rimanenti due ettari e mezzo sono la vigna Madonna degli Angeli in frazione Forte nella zona del Bramaterra.
In vigna
Le vigne sono seguite da: Paolo e Luca De Marchi.

La maggior parte delle vigne della Proprietà Sperino si trova nella storica zona degli Ori, così chiamata per il colore giallo brillante delle vecchie e profonde sabbie marine, sul soleggiato e ventilato altopiano di Orolungo.
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Affinché ciascun vigneto raggiunga uno stato di equilibrio, la presenza costante e personale in vigna mira ad ottenere il benessere di ogni singola pianta che vale quanto l'umana dedizione e la capacità di interpretazione delle persone che con mani esperte lavorano tra i filari.
Ogni gesto viticolo assume un'importanza vitale perché è unico e irripetibile. L'occasione di decidere come potare una pianta, come curarla o come diradarla capita una sola volta all'anno. Per questo ogni decisione presa in vigna è parte integrante ed essenziale di tutto il processo produttivo che sfocia nella vinificazione e nel prodotto finito.

In vigna non si usano diserbi e concimi chimici: i trattamenti sono solo di copertura con rame e zolfo. La conduzione, quasi totalmente manuale, sfiora le mille ore di lavoro a ettaro all'anno.
La vendemmia avviene in più passaggi manuali per garantire in ogni vigna la selezione delle uve che più si adattano a ciascun vino.
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Un terriccio di qualità
In una visione olistica l'azienda possiede un proprio centro di produzione di humus da lombrico.
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L'azienda ha realizzato un impianto dove decine di milioni di lombrichi rossi californiani si nutrono di letame biologico stagionato e lo trasformano in humus. L'uso di humus di lombrico, molto ricco in carica microbiologica, rappresenta un approccio completamente diverso e innovativo rispetto alla concimazione classica delle colture. I risultati si ottengono non in maniera diretta usando quintali di fertilizzanti ma innescando un volano che aumenti la vita del terreno senza modificarne le caratteristiche e al contempo incrementi il benessere della vite e la capacità esplorativa delle sue radici.
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In cantina
La cantina è seguita da: Paolo e Luca De Marchi.

Per Paolo e Luca De Marchi riportare in auge i vini del Nord Piemonte significa farli rivivere come erano quando la zona era importante e conosciuta, nel rispetto non solo della tradizione del territorio ma anche delle conoscenze e delle tecniche usate allora.
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Rispetto che si ritrova nel restauro della storica cantina del castello, effettuato solo a scopo conservativo, dal momento che all’inizio dell’Ottocento i locali furono progettati per funzionare interamente a gravità; nella vinificazione e nelle fermentazioni che si svolgono in tini di legno bassi e larghi, completamente aperti; nell’affinamento che avviene in botti grandi e tonneaux.

In vendemmia le cassette di uva vengono trasportate da un nastro al primo piano della cantina. I grappoli vengono poi selezionati manualmente sul nastro di cernita che li conduce direttamente nella diraspatrice. Per gravità, attraverso i buchi sul pavimento già in uso nell'Ottocento, i grappoli cadono nei tini di legno posti al pianterreno, dove restano a macerare fino a oltre un mese.
Nel legno il vino matura, seguito e assaggiato regolarmente, per poi venire assemblato e imbottigliato per il successivo affinamento. Come i grandi vini nobili del mondo, che hanno la loro forza nella finezza e non nella potenza, i vini lessonesi di Proprietà Sperino più che dell'invecchiamento ossidativo in legno necessitano di quello riduttivo in bottiglia.
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Clima e terreno
A) LESSONA (Biella, Piemonte)

- altitudine 280-350 m s.l.m.

- sabbie marine plioceniche sovrapposte a sedimenti fluvioglaciali del
  quaternario

- pH 4.5 - 5.5


B) Gattinara

C) Barolo

A Lessona l'uva matura lentamente su terreni sabbiosi, acidi e minerali. Il risultato è un vino molto elegante, dai profumi fini e dal gusto sapido.
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La particolarità pedoclimatica di Lessona ha sempre conferito e conferirà al Nebbiolo caratteristiche distintive quanto mai interessanti in un panorama enologico che tende a rendere omogenei tutti i vini. Lessona infatti, riparata dalle Alpi, non ha subito erosione eolica ed il suo terreno è ancora dominato da sabbie marine che costituiscono uno tra i terreni più acidi dell'intero panorama viticolo mondiale (pH 4.5 - 5.5) ed estremamente drenante. Ciò consente alle radici della vite di esplorare in profondità e di assorbire minerali in quantità impensabili in altre condizioni.
Il clima non caldissimo, asciutto e molto luminoso garantisce una maturazione giustamente lenta delle uve. Il risultato è un vino che ha la sua forza nella finezza dei profumi, nella lunghezza di un gusto sapido e minerale, nel corpo dei tannini maturi del Nebbiolo.
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